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B16 said in Maggio 10th, 2010 at 17:21

Joanna sei tutti noi!

The indie singer-songwriter-harpist had some choice words for the world’s most fashion-forward pop star: “I’m mystified by the laziness of people looking at how she presents herself, and somehow assuming that implies there’s a high level of intelligence in the songwriting. Her approach to image is really interesting, but you listen to the music, and you just hear glow sticks. Smart outlets for musical journalism give her all this credit, like she’s the new Madonna […] Although I’m coming from a perspective of also thinking Madonna is not great at all. I’m like, fair enough: she is the new Madonna, but Madonna’s a dumb-ass!”

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Aloisio said in Maggio 10th, 2010 at 17:22

Non potevo mancare con la notizia del giorno 🙂

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/05/10/news/renato_zero_un_tour_in_un_dvd_non_deleghiamo_le_nostre_vite-3959248/

Renato Zero, un tour in un Dvd
“Non deleghiamo le nostre vite”

In occasione dell’uscita di Presente Zeronovetour, il cantautore racconta il suo viaggio musicale “da Nord a Sud”. Un’occasione per riflettere anche sullo scandalo pedofilia nella Chiesa, sull’impegno per L’Aquila e sull’esperienza di padre grazie all’adozione. “Non rassegnamoci al male diventandone complici”

Repubblica dedica uno speciale video a Renato Zero, in occasione dell’uscita, martedì11 maggio, di Presente Zeronovetour, Dvd tratto dallo spettacolo che l’artista ha portato in giro per l’Italia tra ottobre e dicembre 2009, anche in confezione deluxe con allegato l’album Presente. Dal documentario sono tratti qui tre brani: Ancora qui, Non smetterei più, in duetto con Mario Biondi, e soprattutto Unici, canzone inedita che Renato dedica ai suoi fan. Come spiega in una videointervista che dal Dvd e dai piaceri del tour porta Renato a parlare di temi delicati, in cui collidono la dimensione spirituale e il quotidiano della vita.

Perché Renato Zero, da ironica icona della trasgressione sessuale quando la parola “tabù” aveva un senso, con la maturità ha fatto della ricerca del bene, di un valore più alto dell’esistenza, il vero messaggio delle sue canzoni. Una ricerca proiettata nei suoi concerti, in alcuni momenti simili a una liturgia, avvolti in un impianto scenografico e in coreografie che rafforzano l’idea di un artista ferocemente aggrappato a un’utopia chiamata innocenza. Guardare il mondo con occhi da bambino per catturare un sogno. Zero lo fa persino nelle interviste, quando parla di “Renatino” e dei suoi ricordi di infanzia. O quando siede in poltrona e, a telecamera ancora spenta, sospira pensando ai tanti amici che lo hanno lasciato negli ultimi tempi. “La vita è così…”.

Con quegli occhi, tanto tempo fa Zero scopre in Papa Wojtila un nuovo padre, dopo la perdita del suo vero papà. A Giovanni Paolo II dedica sul finire del 2005 una canzone in cui è racchiuso tutto un credo: La vita è un dono. Quattro anni dopo, nel 2009, un verso di Il sole che non vedi recita: “La violenza è il nuovo vangelo, ma Cristo non c’è più…”. La canzone è contenuta in Presente, album in cui Renato in copertina guarda dritto in faccia al mondo. E attraverso quelle parole rilegge la storia recente. Zero vede che la Chiesa trema. Non è il terremoto a scuoterla, ma la debolezza dell’uomo. Pedofilia è parola che fa inorridire Zero, ma la sua risposta è un ammonimento più che un’accusa a tutta la società, “complice del male”, perché in troppi deleghiamo a qualcun altro le scelte che contano, per poi scoprire che…

E il terremoto arrivò per davvero. Zero guarda il mondo e assiste alla tragedia dell’Aquila, alla casa degli studenti che crolla come un castello di sabbia. E per ridare un’università a quegli studenti, assieme a tanti altri artisti, tiene un concerto allo Stadio Olimpico di Roma il 20 giugno 2009. Un’ala dell’ateneo è rimessa in piedi. Adesso Renato studia una nuova iniziativa, uno show radiofonico, per completare l’opera.

Poi è la tv a guardare Zero. O meglio, suo figlio Roberto, spedito all’Isola assieme agli altri “figli dei famosi”. Così il “grande pubblico” televisivo scopre che Renato è padre grazie all’adozione. Esperienza raccontata in video. E qui il “fanciullino” in Renato Zero torna a farsi sentire, col tenero ricordo di un papà poliziotto, onesto, ligio al dovere e per questo “sempre più lontano da casa”, scomparso troppo presto. “Se fosse qui gli direi siediti. Andiamo al mare…”.

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Aloisio said in Maggio 10th, 2010 at 17:23

E comunque lunga vita agli Uriah Heep 😉

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buzzandmusic said in Maggio 10th, 2010 at 19:07

e lunga vita ai sorcini ,meglio le topoline pero’:-)ciao Aloisio,lo sai io ho sempre voglia di scherzare…….
GRANDI URIAH HEEP…..me li sono fatti scappare,erano a Rimini e non lo sapevo,shit!

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Generale Lee said in Maggio 11th, 2010 at 09:01

ostrega mi son tuto in preparasione dei CDC….stasera mi, vado al cinematografo, a vedere IRON MAN2…così me faso le orecie.
Sto anche ascoltando sempre LIVE AT DONINGTON con quel mato de Angus che me pare una cavaleta come che salta, orco can!

AUGH!

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buzzandmusic said in Maggio 11th, 2010 at 19:42

il generale lee e’ gia’ in ciuca.il ga suga’ anche il canal.orco can…..puteo d’un ragasso……..

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