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Beatrice Antolini è tornata con BioY (Urtovox), il terzo disco della ragazza rivelazione dell’indie italiano. In cinque anni ha svelato il suo talento non solo nei suoi album ma anche con diverse collaborazioni, non ultimo il progetto “Il Paese è reale†ideato dagli Afterhours. Nata a Macerata, bolognese d’adozione, classe ’82, Beatrice ha alle spalle studi di Conservatorio, mai teminati, e alcune esperienze teatrali. Con “BioY†ha accentuato le influenze funky e new wave, con una spruzzata di kraut rock e psichedelica, che l’accompagnano da sempre L’abbiamo incontrata a Roma, poco prima del suo concerto al Circolo degli Artisti dell’11 dicembre scorso, dove si è esibita con la sua affiatata band, dividendosi tra il Moog, le percussioni e il microfono.
In questo nuovo disco hai messo un accento netto sulla parte ritmica. E’ stato difficile?
Il lavoro di batteria e percussioni è stato quello più intenso. Non c’è elettronica, è tutto suonato. E si sente. Le tracce le ho registrate a casa, dove ho una sorta di taverna, poi siamo andati in uno studio a Monza. Abbiamo completato delle parti che mancavano, aggiungendo il sax di Andy e la tromba di Enrico Pasini. Comunque l’80% del lavoro è stato fatto a Macerata.
Trovi delle differenze tra questo nuovo disco e i due che hai realizzato precedentemente?
Il primo e il terzo hanno delle cose in comune, perché entrambi realizzati in casa, mentre il secondo “A due†è stato il più difficile, c’è stato un lungo lavoro dietro. Li ero isolata, in una fattoria in campagna. Quando registri in casa sei più rilassato, ti prendi i tuoi tempi. Isolarsi porta anche delle cose interessanti, ma è molto dura. Ne so qualcosa perché spesso mi isolo.
Sveliamo il mistero del titolo “BioYâ€. Ho letto che la prima lettera è la tua iniziale. Qual è il suo significato?
Ha varie chiavi di lettura, a partire dalla B di Beatrice. C’è l’Io come conoscenza di se stessi e la y come una strada che si biforca. che porta ad una conoscenza più profonda di se stessi. Bio inteso anche come ritmo, movimento, tutto ciò che è collegato alla vita. Non inteso all’occidentale, nascere e morire, ma come un cerchio. La y è una difesa del cerchio e della propria vita.
Nella track-list c’è un brano che hai scritto a 16 anni e hai ripreso su “BioYâ€. Lo hai rielaborato per l’occasione?
Esatto, si chiama “Night SHDâ€. Ho fatto un trasloco recentemente e aprendo uno scatolone ho trovato questa registrazione. L’aveva fatto bene, con la copertina fatta in casa. L’ho riascoltata dopo tanto tempo e mi piace perché assomiglia a dove sta andando, non da dove vengo. Come dicevo prima, la vita non ha un inizio e una fine ma è un cerchio. La mia ricerca va a ritroso per capire perché ho scritto quel pezzo a 16 anni, quando hai molte meno nozioni e sei meno manipolabile di quando ne hai 26. Anche se in parte riarriangiato è molto simile a come lo feci all’epoca.
Qual è stato il primo strumento che hai suonato? Quando ti ho visto ospite dei Toys Orchestra ti dividevi tra synth, basso, sax. So che hai anche esperienze teatrali alle spalle.
Il primo strumento che ho suonato è stato il tamburello. Poi mi hanno comprato una tastierina. La classica l’ho studiata con anni di pianoforte. Non fino in fondo, ma sicuramente mi ha influenzato. Il teatro è stato una scuola di vita che ho fatto da giovanissima. Se non avessi fatto teatro non riuscirei a stare su un palco. Sono molto timida, non sembra ma di fondo lo sono. Quando suonavo con i Toys mi piaceva proprio perché ero deresponsabilizzata sul palco e restavo dietro.
Parliamo della collaborazione con il mitico Andy Fumagalli, con cui ti abbiamo visto al Moog Festival a Roma. Nel disco è ospite in due brani al sax.
Con Andy, oltre ad avere affinità musicali simili, c’è anche un pensiero comune su certe cose della vita che ci accomunano. E’ un amicizia sincera, spontanea. Speriamo di fare qualcos’altro in futuro.
E con il progetto â€Il Paese è Reale†sei salita sul palco di Piazza San Giovanni lo scorso anno.
L’unica cosa che abbiamo fatto insieme dal vivo è stato il concerto del Primo Maggio, dove ho suonato con i Marta sui Tubi e Benvegnù, e uno show-case a Radio Rai. E’ finito lì. Era un disco nato per promuovere diversi artisti, ho partecipato con “Venetian Hautboyâ€.
Quali sono i musicisti che ti accompagnano in questo tour?
Alcuni suonano con me da diverso tempo, come Federico Fantuz alla chitarra, Enrico Pasini alla tromba e Luca Nicolasi al basso. La new entry è Marcello Piccinini alla batteria, che è marchigiano come me.
Domanda finale un po’ scontata ma devo fartela, visto che sei l’unica musicista donna solista emersa nella scena indie italiana in questi anni. Quanto è difficile per una ragazza emergere nel settore musicale?
Mostruosamente difficile. Non credevo fosse così ma da quando lavoro seriamente ho visto che per
una donna la difficoltà è quintupla! Per certi uomini che commentano artiste donne è molto facile offenderle, anche senza conoscerle. Lo trovo volgare e maleducato. Subito a parlare dell’aspetto fisico. Una volta ho letto una cosa in cui dicevano “peccato per il naso..â€. Non per questo una donna deve rinunciare alla sua femminilità . Non mi piace neanche quello. Non mi preoccupo se qualcuno mi vedrà stasera con il mio stupendo vestito e dirà “guarda quanto se la tira l’Antolini!â€. L’importante è che devo suonare bene ed essere giudicata per quello. E’ abbastanza triste fare ancora questi discorsi oggi.

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con la top 10 di pitchfork che ha visto troneggiare kanye west davanti a lcd soundsystem e deerhunter (e big boi..) si chiudono i giochi sul 2010: io kanye non l’ho ancora ascoltato, ma visti i complimenti piovuti da ogni dove provvedero’ presto. ho provato piuttosto big boi considerato l’altro grande protagonista dell’hip hop di quest’anno che mi pare un ottimo lavoro nonostante non sia certo un esperto del genere (pronto ad essere smentito quindi).
intanto questa settimana…
Los Angeles – Flying Lotus
Swim – Caribou
Small Craft on a Milk Sea – Brian Eno
The Fool – Warpaint
Hidden – These New Puritans
Odd Blood – Yeasayer
The Drums – The Drums
This is happening – LCD Soundsystem
Before Today – Ariel Pink’s Haunted Graffiti
Bullitt: Music from the Motion Picture – Lalo Schifrin
Rock Dust Light Star – Jamiroquai
Night Walks – Hidden Orchestra
The Afro Eurasian Eclipse – Duke Ellington
The Future – Leonard Cohen
I speak because I can – Laura Marling
The Promise – Bruce Springsteen
Sandinista! – The Clash
The Sermon – Jimmy Smith
Sir Lucious Left Foot: The Son Of Chico Dusty – Big Boi
The ArchAndroid – Janelle Monae
e tra poco – finalmente per me… – vi mando il mio classificone 2010, per quello che conta per me e’ sempre un divertimento…
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CAPOSSELA – L’INDISPENSABILE
TOWNES VAN ZANDT – OUR MOTHER THE MOUNTAIN
SPRINGSTEEN – THE PROMISE
MINK DE VILLE – CABRETTA
MINK DE VILLE – RETURN TO MAGENTA
BILLIE HOLIDAY – THE BEST OF
ALICE IN CHAINS – FACELIFT
RORY GALLAGHER – LIVE AT MONTREUX
CAPOSSELA – LIVEINVOLVO
TOM WAITS – THE BLACK RIDER
SPRINGSTEEN – DARKNESS ON THE EDGE OF TOWN
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grazie,ciao ragazzi le pubblichiamo anche a milano e torino? eh eh eh
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