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B16 said in agosto 6th, 2010 at 23:55

ASPETTANDO SUPERBUZZ GENERALE E ALIEN post U2 e visto che a quanto pare sono l’unico a casa o quasi… mi permetto un rapido aggiornamento per il concerto di Torino!

setlist

00.space oddity/new intro
01.beatiful day
02.magnificent
03.get on your boots
04.mysterious ways/my sweet lord
05.i still haven’t found what i’m looking for
06.for your love-north star
07.the flowering rose of glastonbury
08.elevation
09.in a little while
10.miss sarajevo
11.until the end of the world
12.the unforgettable fire
13.city of blinding lights
14.vertigo
15.discoteque/i’ll go crazy if i don’t go crazy tonight
16.sunday bloody sunday
17.mlk
18.walk on/you’ll never walk alone
19.one
20.amazing grace/where the streets have no name
21.hold me thrill me kiss me kill me
22.with or without you
23.moment of surrender

da Repubblica Assante>

TORINO – L’attacco è una frustata che scuote la marea ondeggiante che riempie lo stadio: “It’s a beautiful day!”, urla Bono. E come dubitarne? Quando il gigantesco ragno che campeggia al centro dello stadio s’illumina nella sua magnifica, extraterrestre potenza, sembra davvero un’astronave arrivata dai piani alti dell’immaginario rock. La sfida del 360° Tour era quella di provare un palco che potesse essere visto da tutti i lati dello stadio, e così è, trasformando il rito sommo del concerto degli U2 (“un sacramento” lo ha definito Bono) in un vero abbraccio collettivo. E il pubblico non si tira indietro, neanche per un istante.

VIDEO 1

Ma la vera forza degli U2 è quella di giocare con le dinamiche degli assoluti: massimo della scenografia, tecnologia che stordisce e ci catapulta in un vortice di segni contemporanei e dall’altra parte una struggente e perfino semplice umanità. In fondo continuano a costruire capolavori utilizzando sostanzialmente la più elementare strumentazione: un basso, una batteria e una chitarra. Costruiscono una cattedrale di sogni, redenzioni, epica collettiva scandita da Manificent, Misterious Way e poi il dubbio sempre rinnovato di I still haven’t found what I’m looking for, prima del quale ha ringraziato tutti e ha fatto cantare un Happy Birthday da tutto lo stadio per The Edge, che oggi compie gli anni, chiudendo come un rilancio che sa di missione per conto di entità superiori: “Siamo pronti per il futuro!”.

Poi la sorpresa: due inediti, North Star, rimasto fuori dal disco precedente e che non avevano mai eseguito prima, e Glastonbury, scritta due giorni dopo aver suonato alla Porta di Brandeburgo per il ventennale della caduta del muro. Il concerto prosegue, come prevede la scaletta, con una pioggia di sferzanti gioielli del repertorio U2: Elevation, Until the End of the World, la fiamma sempre accesa di Unforgettable Fire e tanti altri. C’è spazio anche per Miss Sarajevo, è Bono che canta la parte finale in origine eseguita da Luciano Pavarotti. Per Walk On c’è una dedica in video ad Aung San Suu Kyi, lo fanno dal 2003, e infatti il disco in cui è contenuto il pezzo è proibito in Birmania. Bono chiude Walk One, da solo, con una frase di You’ll never walk alone, l’inno del Liverpool glorificato a suo tempo dai Pink Floyd. Prima dei bis parte un video di Tutu sulla necessità di essere “uno” e subito dopo parte One. Bono intona Amazing Grace, un vecchio spiritual, e il buio avvolge lo stadio. Il finale è pazzesco. Intorno a Where the streets have no name gli schermi si accendono di rosso. Bono canta With or without you con la voce spezzata. Forse è la stanchezza, ma è ancora più emozionante.

La notte sembra per una volta fatta interamente per loro, non esiste altro oltre il confine magico dello stadio, anche perché gli U2 riescono a portarci dentro il mondo intero, evocato dall’avanzatissimo schermo circolare che sembra scorrere come un cilindro magico sul palco in un caleidoscopio di planisferi, orologi, scritte, animazioni. Get on your boots la suonano con furore rock, e quando Bono dice: “How beautiful you are”, sembra un amo a cui nessuno vuole resistere. A chiunque sia dedicata la canzone, è ovvio che questa sera la frase è rivolta direttamente al pubblico. E lo stesso succederà nei bis, quando come passaggio obbligato la band intonerà in crescendo gli accordi ipnotici di With or without you. “Non posso vivere, con o senza di te”. A dirlo è Bono ma a pensarlo sono tutti i presenti.

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B16 said in agosto 7th, 2010 at 10:03

dal Corriere…

Lui, Bono, l’ uomo che viaggia con un consigliere musicale e uno politico al fianco, insiste su uno spettacolo che non si rivolge solo ai fan ma a tutti gli amanti del pop e del rock. Fra le canzoni più applaudite «Vertigo» e «City of Blinding Lights» mentre dal repertorio più recente «Magnificent» che è già diventata un classico. Finale in grande crescendo con «Sunday Bloody Sunday» e la ninna nanna dedicata a Martin Luther King, «Walk on». Nella raffica di bis «One», «Where the Streets Have no Name», «With or without You»L’onta della multa da 1000 euro per i troppi decibel nelle prove è stata lavata da cinque bottiglie di barolo d’annata (ciascuna corrispondente all’anno di nascita dei membri della band) e del «quinto» U2, il produttore Paul McGuinness, dono degli assessori della Regione Piemonte Michele Coppola e Alberto Cirio.

Forse il consigliere musicale servirebbe anche a MLF cosi’ potrebbe evitare di scrivere castronerie come su Walk on…

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Alien on Acid said in agosto 7th, 2010 at 10:13

da bannato (dice per errore) da OTR, posso fare qui un commento riguardo i commenti astiosi apparsi in questi giorni su Torino e gli U2? Sonno dei poveracci. A buzz l’ho già detto, non capisco perché continuiate a perdere tempo sui blog dei quotidiani a confrontarvi con mitomani che raccontano palle, riguardo presunti biglietti del gruppo irlandese in loro possesso e a loro dire, rivenduti (mi chiedo perché li hai acquistati se ti fanno tanto schifo). Amanti talebani di Madonna (che personalmente non disprezzo per quanto ha dato negli anni 80) e assidui frequentatori di emerite minchiate televisive quali Amici o xfactor.
Continuare a darsi martellate sui coglioni, mica va e fa molto bene. 😉

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Alien on Acid said in agosto 7th, 2010 at 10:19

B16, più che di un consigliere musicale, forse è il caso che MLF, opti finalmente per il pensionamento e sblocchi il posto di lavoro che ormai tiene in ostaggio immeritatamente, favorendo l’inserimento di un giovane volenteroso che, quanto meno recensendo un concerto, non s’inventi di sana pianta le scalette e resti fino alla fine dello show.

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B16 said in agosto 7th, 2010 at 10:26

l’e’ tutto sbagliato… l’e’ tutto da rifare…

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B16 said in agosto 7th, 2010 at 10:29

…comunque io sui blog dei quotidiani per i motivi riportati da alien non ci vado piu’ da un po’… se devo lottare contro i mulini a vento, ne preferisco altri…

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Alien on Acid said in agosto 7th, 2010 at 10:42

lo so B16, mi rivolgevo a buzz e al Generale. andando più a fondo, da giornalisti legati al cantautorato nostrano e che per ciò che riguarda la musica “straniera” campano sulla fama costruita in trasmissioni radio e/o incontri/interviste fatte più di trenta anni fa ai mostri sacri del rock, ha senso seguirli ancora?

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B16 said in agosto 7th, 2010 at 10:44

non ha senso…ma uno spera che la caduta verso il basso si arresti, che al peggio ci sia un limite…invece dopo fegiz ci sara’ laffranchi, altro che versione 2.0 ………!!!! eri a torino ieri vero? tu cosa mi dici? io sono uno di quelli che se ha gli U2 a tiro non se ne resta certo a casa…

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Alien on Acid said in agosto 7th, 2010 at 10:44

guarda piuttosto la tua posta e i video che ho appena postato 😉

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Generale Lee said in agosto 7th, 2010 at 14:14

caro Alien, hai ragione….però forse io buzz per carattere se leggiamo una minchiata, non riusciamo a trattenerci. Io ho abbandonato Fegiz Files per i motivi da te sopra esposti.

Cmq dopo Fegiz Laffranchi, hai voglia…..

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Alien on Acid said in agosto 7th, 2010 at 15:46

negli anni in cui ho lavorato per un’etichetta discografica, il venerdì venivano spediti ai giornalisti i campioni delle novità in uscita cotrassegnati da scritte del tipo “Campione Non Vendibile”, il sabato pomeriggio parte di quelle copie, le trovavi in vendita alla Fiera di Sinigaglia che per i non milanesi è l’equivalente, più o meno di Porta Portese. Il bello è che se chiedevi al ragazzino da chi avesse avuto le copie da vendere, ti faceva il nome del giornalista senza alcun problema, come fosse sinonimo di qualità.
La maggior parte dei critici, non saprebbe scrivere la scaletta di alcun concerto perché non conosce bene la maggior parte dei brani (di qualsiasi artista si tratti); la scaletta è l’ufficio stampa della casa discografica che la fornisce ai giornalisti accreditati.
Ricordo a tal proposito, un giornalista molto poco gentile, di nome e di fatto che dopo aver ricevuto il CD in omaggio, l’accredito gratuito al concerto, si rivolse alla mia collega dell’ufficio stampa con fare scazzato e annoiato (prima ancora che il concerto iniziasse) con le seguenti parole: “cià dammi sta cazzo di scaletta”.
Colui che è ritenuta la miglior penna, quel tale critico che per anni ci ha “massacrato” a colpi di Frank Zappa genio libero e indipendente, quello di cui ogni tanto buzz con riverenza posta ogni tanto una recensione, che è poi quello il cui cognome è contenuto in una strofa di una canzone di Guccini, ebbene questo campione di indipendenza è stato per anni collaboratore, quindi sul libro paga dell’allora WEA Italiana. Questo per dire a volte quanto siano buoni e santi i critici italiani. Potrei continuare…are…are, ma per ora mi fermo.
Questa è la critica musicale italiana.

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B16 said in agosto 7th, 2010 at 18:21

una risata li seppelira’…

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Generale Lee said in agosto 7th, 2010 at 18:36

ahahaha mitico alieno! Dicevo ieri sera a buzz, che il giovane critico del Corriere, doverebbero mandarlo a vedere ad esempio Cooder e/o Bromberg. I quali magari suonano meno di metà delle loro canzoni: il resto sono standard della musica americana tramandati e/o interpretati da molti artisti differenti. Non ne riconoscerebbe una, di canzone….

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Generale Lee said in agosto 7th, 2010 at 18:37

..cmq ieri sera buzz, le riconosceva tutte alla prima mezza nota….

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