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B16 said in luglio 10th, 2010 at 13:44

Gli Smashing per quanto fuori posto mi sono venuti in mente al concerto dei Morning Benders. Alcune atmosfere della band di Corgan (la mia preferita negli anni tra Mellon Collie e Adore) in tracce come In the arms of sleep o Thirty three le ho ritrovate al concerto dei giovani californiani di cui vi scrivo di seguito…

THE MORNING BENDERS
LIVE IN PARADISO, AMSTERDAM 09.07.2010

01. Stitches
02. Promises
03. Wet Cement
04. Hand me downs
05. Mason Jar
06. Ceremony
07. Pleasure Sighs
08. Cold War (Nice Clean Fight)
09. All Day Daylight
10. Excuses

Dopo lunghi minuti di silenzio, un mixtape che dovrebbe aiutare l’attesa ed infine ancora silenzio, quattro ragazzi, dall’aria di studenti diligenti in vacanza estiva, compaiono sul palco e imbracciano gli strumenti. Luci basse e musica che comincia a fluire lentamente sino a dispiegarsi, avvolgere la sala e saturarla di feedback ed elettricita’. Stitches gia’ da se’ potrebbe essere considerata il simbolo di questa performance e del cambiamento effettuato dai Morning Benders in questi ultimi due anni, una trasformazione da promessa indie a realta’ avvenuta anche grazie alla produzione dell’ultimo acclamato album ‘Big Echo’ da parte del bassista dei Grizzly Bear Chris Taylor. Una collaborazione fruttuosa la cui influenza termina dove iniziano i meriti live della giovane band californiana: in grado di scuotere (Promises e soprattutto la riuscitissima Hand me downs, anch’essa con un finale volutamente sopraffatto dal rumore e dagli echi), cullare (Wet Cement e’ un piccolo incanto pop, Mason Jar e Pleasure Sighs tenui labirinti psichedelici a cui e’ un piacere abbandonarsi) e far ballare (l’accoppiata Cold War/All Day Daylight per il momento piu’ spensierato dell’intero set), ma non solo.
I Morning Benders dei fratelli Chu sono una sorpresa continua: non solo per le carezze abbinate ai rovesci elettrici e agli effetti che animano la serata, ma anche per la scelta di proporre una vibrante cover di Ceremony (composta dai Joy Division e incisa dai New Order) che manda letteralmente in visibilio tutti i presenti. Conclusione dello show con Excuses cantata in coro/duetto da un pubblico appagato e divertito: il primo singolo nonche’ opening track di ‘Big Echo’ ha fatto breccia sin dalla sua pubblicazione, integrandosi splendidamente in una scaletta calibrata tra un inizio intimo e suadente ed un finale capace di coinvolgere tutti gli spettatori, capitolati di fronte alle indiscutibili qualita’ e all’affabile umilta’ dei Morning Benders, from Berkeley, California.

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