E NOI PENSO CONDIVIDIAMO,GIUSTO?’
Cosmogramma
Flying Lotus
Voto: 4 stelle
Casa discografica: Warp
Anno: 2010
Serendipity. Ero a Londra, alla Rough Trade di Blenheim Crescent, a cercare un vecchio disco di Brian Eno. Non lo trovo e così mi perdo nella giungla fitta e incomprensibile degli scaffali. Mi attira un disco in una elegante bustina verde: la copertina ha un che di esoterismo Zorniano, sul retro un sole sfavillante con pianeti che rimanda a chi so bene. Flying Lotus, è scritto in caratteri oro sulla costa, Cosmogramma. Ne so come prima. Ma è così suggestivo quell’oggetto, e tanto speciale la circostanza, che torno ragazzo e mi porto via il disco. Mi capitava di farlo negli anni 60; tendevo le orecchie alle copertine, con Freak Out! feci il colpo della mia vita.
Serendipity. Non lo cercavo, l’ho trovato e ora so che potrebbe essere uno dei miei dischi del 2010. E’ un fantastico, incontenibile juke box di musiche diverse, un mosaico di questo nostro tempo in cui ogni tassello è un altro mosaico e via così, ad infinito – un mondo di mondi, anzi, meglio, un cosmo di cosmi. Flying Lotus (FlyLo, lo chiamano i fans) è un guru del nuovo hip hop ma qui c’è poco di quello, e chissà se la cosa dispiacerà ai fedelissimi che negli scorsi avevano eletto capolavori le prime due opere invece molto in stile, 1983 e Los Angeles. Qui la fantasia vola più alta e libera della gabbietta hip hop, usa le parole ma le scardina da rime e beats, surfa infiniti campionamenti per andare lontano lontano. E’ il suono del nostro tempo, incoerente elusivo sfaccettato molteplice, il suono dell’incertezza e della illusione che in breve si infrange nel vuoto, tre minuti o poco più, riattivato un istante dopo da un nuovo moto di precarietà e speranza, che subito ancora si dissolve.
“Cosmogramma”, certo, “scrittura cosmica”; in altri tempi sarebbe stata “space opera”, meno frammentata, gravata da altri pesi e misure, non tanto aerea e sottile; e non tanto fantasiosa. Fino all’impudenza, se è vero che Table Tennis, per fare un esempio, si chiama così per il ritmo sghembo di una pallina da ping pong che rotola a dare il ritmo e Recoiled, per farne un altro, è un’agrodolce pappa di arpa, nastri miscelati e rumori d’automobile.
FlyLo si chiama all’anagrafe Steven Ellison, è californiano e, colpo di scena, pronipote di John Coltrane da parte della sua seconda moglie Alice. Non a caso alla festa del disco ha invitato il cugino Ravi, oltre al bassista Thundercat e a pochi selezionati amici. In un pezzo dei più felici anche Thom Yorke, che puntando le antenne al cosmo ha colto l’occasione e non ha voluto mancare a questo memorabile intergalactic travel.

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