Alternate Current/Direct Current,non Avanti Cristo/Dopo Cristo,perchè questi cinque ragazzi non hanno collocazione temporale,sono adimensionali,inserirli in un determinato periodo sarebbe scorretto. Sulla soglia dei 60 (e qualcuno anche oltre) riescono ancora ad inglobare il pubblico,costruiscono un sinolo perfetto con chi ha voglia di ascoltare del buon vecchio Rock,sì il Rock con la R maiuscola. Gli scettici diranno che la melodia è uguale,ripetitiva,monosinfonica. I sognatori ribatteranno sostenendo che sì tratta di magia,di un incantesimo compiuto da una voce,delle corde,qualche cassa armonica e due bacchette. Dopo aver presenziato allo show disumano di Udine,mi schiero dalla parte di chi ci crede,dalla parte di chi non ha mai perso la speranza di salvezza da questo mondo infame;parteggio per quelli che si fanno chilometri e chilometri per poter raggiungere l’apice del piacere fisico e mentale,per poter bere la birra più imbevibile del globo terrestre. Il poter dire “io c’ero†il più delle volte potrebbe risultare indifferente a chi “non c’eraâ€,ma qui signori non si tratta di un evento banale,non si tratta di fare a cuscinate nella piazza della propria città o di partecipare all’inaugurazione del negozio di vestiti preferito. Qui si tratta di scrivere la storia,di scrivere 37 anni di musica,di commemorare ciò che i nostri avi hanno costruito e che noi non siamo stati capaci di portare avanti. E’ come vivere un flashback e una volta svegliati rendersi conto che poi non era così irreale. E’ avere il battito cardiaco all’estasi più suprema una volta che Brian Johnson intona le prime note di una Rock’n’Roll Train,una volta che Angus Young sale su una piattaforma girevole e si innalza come un dio con la sua Gibson SG nera,a petto nudo e calzoncini. Un petto,quello di Angus Young,che se solo potesse parlare dichiarerebbe le cose più sconcertanti; un petto che racchiude un cuore infuocato e due polmoni distrutti ma che nonostante ciò,vanno avanti per la loro strada,dando fiato a quello scolaretto che ancora si diverte a fare la Duck Walk(rimodernizzata dalla vecchia appartenente a Chuck Berry). Lo stadio di Udine sembra una palla rimbalzante,i fans si sono fusi,hanno dato vita ad un unico essere e gli AC/DC sono i modellatori,sono gli artisti che plasmeranno questo essere fino a farlo scoppiare,fino a fargli consumare l’ultima goccia di sudore e l’ultimo sforzo di corde vocali ormai disperse nell’atmosfera. Back In Black,TNT,Thunderstruck e l’eccezionale bis conHighway To Hell e For Those About To Rock scatenano il boato,le scenografie sembrano state architettate da un summit di geni artistici di altre epoche e i sottofondi della seconda chitarra,di batteria e di basso elevano ai massimi livelli Il Capolavoro. Young idolo indiscusso della serata,un palco che lo rende protagonista anche grazie allo storico cappello dotato di cornini,di quel rosso incandescente che apre le porte dell’inferno. Un inferno che ha un’unica condizione : vendere l’anima al diavolo,ai 15 minuti di assolo di chitarra del nanetto,darsi completamente e farsi trasportare dalle luci,dai fuochi e dai cannoni presenti sul palco. Un live che una volta terminato sicuramente avrà fatto pensare a tutti : “ma se tornassi là dentro e continuassimo per l’eternità ?â€. Perchè così è,questa è bellezza,e non è vero affatto che la bellezza non possa durare in eterno.
buzz and buzzina

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3 users responded in this post
Chapeau!
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Stupenda, vogliamo buzz recensore al corriere altro che fegiz!
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grazie grazie troppo buoni ragazzi!
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