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B16 said in gennaio 19th, 2009 at 17:49

No line on the horizon non si dimostra facile da anticipare dopo l’ascolto del primo atteso singolo Get on your boots. Come sempre in fondo l’apripista della band non è rappresentativo del lavoro finale in sè, quanto di un modus operandi. The fly e Numb non tradivano, anche se erano tra i pezzi più sperimentali degli album in questione: aprivano la porta a un nuovo sound e a un diverso stile. beatiful day era uno statement chiarissimo. vertigo una scelta andata oltre ogni più rosea aspettativa, ma in How to dismantle an atomic bomb poche avevano le sue potenzialità da chart (forse solo City of blinding lights). Get on your boots è abbastanza tagliente, nonostante i rallentamenti del cosiddetto ritornello. Ha un basso devastante, un Adam Clayton di nuovo sugli scudi. E’ un rock di traverso, anima garage pulsante su una tessitura di loop e chitarre. E’ questo il segno su cui puntare per No line on the horizon. Gli U2 sono tornati a provarci, dodici anni dopo Pop si rimettono nuovamente in gioco. Ne abbiamo le prove.

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buzzandmusic said in gennaio 19th, 2009 at 18:04

si vero,chapeau….e in HTAAB c’erano pezzi bellissimi che secondo me non tutti hanno recepito,ma fa nulla,si recepivano dal vivo ah ah ah io poi lo risentirei ancora perche’ ci sono brevissimi “effetti” Eno e poi Larry sulla batteria,soprattutto a fine brano deve avere posizionato dei sonagli o dei minitamburelli come si nota facilmente da qualche foto recente……il suo del basso e’ spaziale,ma the Edge fa anche grunge,hard rock e electric grunge…..poi quando mai ci sono stati tanti cori in backing vocals?Ripeto ,per me il resto dell’album sara’ stratosferico,devastante e questa alla fine sarà la canzone piu’ “leggera”…………sarà un nuovo modo di fare rock :-)

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