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buzzandmusic said in ottobre 28th, 2010 at 10:11

CERTO TRA GROHL .BUTCH VIG E ORA PURE NOVOSELIC BEH PRODUZIONE E SEZIONE RITMICA CI SONO ,N’EST PAS?

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B16 said in ottobre 28th, 2010 at 15:57

GRINDERMAN
GRINDERMAN TOUR 2010
VREDENBURG LEIDSCHE RIJN – UTRECHT 21.10

01. MICKEY MOUSE AND THE GOODBYE MAN
02. WORM THAMER
03. GET IT ON
04. HEATHEN CHILD
05. PALACES OF MONTEZUMA
06. EVIL
07. WHEN MY BABY COMES
08. WHAT I KNOW
09. HONEY BEE (LET’S FLY TO MARS)
10. KITCHENETTE
11. NO PUSSY BLUES
12. BELLRINGER BLUES

13. WHEN MY LOVE COMES DOWN
14. MAN IN THE MOON
15. GO TELL THE WOMEN
16. LOVE BOMB
17. GRINDERMAN

Il Vredenburg e’ una costruzione rossa, cresciuta al bordo di un’autostrada: nata come sostituzione temporanea dello storico locale originale, oggi in ristrutturazione, avra’ a lavori completati un programma autonomo che garantira’ ancora piu’ vitalita’ alla scena musicale di Utrecht, sede di concerti sempre piu’ rilevante a soli trenta minuti da Amsterdam.
L’asettico pragmatismo dello spazio mette al centro la musica: nessuna concessione spettacolare, ma tutta la comodita’ e l’acustica che si desidererebbero per godersi fino in fondo una performance live.
Warren Ellis e’ il primo a salire su un palco ancora avvolto dall’oscurita’. Qualche accordo di chitarra per lasciar posizionare Casey e Sclavonus e soprattutto rendere piu’ dolce l’attesa per l’arrivo di Nick Cave, in completo scuro e da subito con la chitarra a tracolla.
Cave stringe qualche mano tra i riverberi blu, si volta ad osservare la band prima di lanciare Mickey Mouse and the Goodbye Man, poi un gesto nervoso scatena la sua chitarra: i Grinderman lo seguono come una furia tra ululati, accelerazioni, distorsioni e bordate noise.
In quasi sette minuti hanno l’audience ai loro piedi, come ipnotizzato. La violenza dei brani quasi irretisce, la voce di Cave scuote e s’impone sull’elettricita’ che invade l’aria e satura Worm Thamer e Get it on, selvagge e trascinanti. L’ironia feroce, quasi grottesca, che caratterizza i due album a nome Grinderman, si materializza in una Heathen Child letteralmente ricostruita sulla sua successione di riff: la batteria di Sclavonus fa assomigliare il pezzo ad un rituale voodoo mentre Ellis e’ inarrestabile nel suo show personale che lo rende tanto strepitoso come interprete quanto posseduto come essere umano. Tra maracas agitate e fatte volare al vento, chitarre percosse, movimenti animaleschi, archetti di violino usati come spade e calci volanti l’eccezionale Warren si impone traccia dopo traccia come incarnazione fisica oltre che anima inquieta, devota e spiritata del suono del gruppo. Al suo fianco Nick Cave e’ monumentale: presenza scenica debordante e carisma unico nel rendere complice il proprio pubblico, tra invocazioni ieratiche e momenti di profonda sensibilita’. Quando verso la fine dello show giungeranno richieste per Go tell the women, Nick sovvertira’ la scaletta (stava per attaccare Love Bomb) annunciando candidamente con un sorriso alla band che la traccia e’ da eseguire perche’ ‘It’s very requested’, prima di cercare senza affanno il testo nascosto tra i fogli sul suo leggio.
Uno dei piaceri maggiori della performance dei Grinderman e’ sentirli e vederli suonare in modo cosi’ compatto e convincente: un muro di suono intensamente voluto e messo in scena con maestria e istrionismo.
Palaces of Montezuma e What I Know sintetizzano perfettamente i momenti di rilassamento necessari per assaporare con piacere la ferocia di Evil (con Ellis a terra come un piccolo demonio a urlare ‘Evil! Rising!’ e avventurarsi in successioni di loop potentissimi) e degli ultimi minuti di When my baby comes dopo che Cave aveva soggiogato la folla a forza di indici puntati e di ‘Don’t do that on my carpet!’ urlati alla prime file. La stessa carica, lo stesso magnetismo, lo ritroveremo poi in Kitchenette, un concentrato di blues, sarcasmo e spicci doppi sensi che sembrano piu’ sensi unici… Honey Bee e’ una mitragliata con Nick alle tastiere e a impazzare sul palco mentre No Pussy Blues annienta con veri e propri assalti di rumore accompagnati dalle urla di Cave. Bellringer Blues chiude da fuoriclasse il set facendo cantare l’intero, ammaliato,Vredenburg. Il ritorno sul palco non e’ da meno con le distorsioni ancora in primo piano di When my love comes down e un Ellis splendido e dannato al violino. Man in the moon e’ a mio avviso la gemma della serata, Cave tenue e lisergico alle tastiere prima che l’amico Warren dimentichi le maracas ed esploda in deflagrazioni continue alla chitarra.
Love Bomb e’ l’ultima scarica di adrenalina prima che una magnetica Grinderman chiuda lo show in un tripudio di elettricita’ annunciato dai colpi di tamburo e percussioni di Sclavonus e Ellis e dalla recitazione messianica di un Nick Cave gigantesco. Sara’ proprio lui l’ultimo ad abbandonare il palco dopo una coda strumentale devastante, osannato dagli applausi scroscianti di un pubblico stordito ed estasiato. Indimenticabile.

MICKEY MOUSE AND THE GOODBYE MAN
http://www.youtube.com/watch?v=1rVSGEJff2M

KITCHENETTE (excerpt)
http://www.youtube.com/watch?v=tS7g9EUwaR8

NO PUSSY BLUES (excerpt)
http://www.youtube.com/watch?v=F7EGZbzk_ds

BELLRINGER BLUES
http://www.youtube.com/watch?v=4mhLmgPNkg0

WHEN MY LOVE COMES DOWN
http://www.youtube.com/watch?v=75__pM56p30

MAN IN THE MOON (excerpt)
http://www.youtube.com/watch?v=Fu_04vM0M0Y

GRINDERMAN (excerpt)
http://www.youtube.com/watch?v=5wvketcXdlM

GRINDERMAN (excerpt) II
http://www.youtube.com/watch?v=Y2rVmE-D-Vs

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