Dopo quattro anni d’attesa, forse ci siamo per il nuovo album.
Alien
26
lug
Dopo quattro anni d’attesa, forse ci siamo per il nuovo album.
Alien
26
lug
07-22 London, England – The Roundhouse (iTunes Festival)
07-29 Sydney, Australia – Big Top Survey
07-30 Brisbane, Australia – The Tivoli
08-01 Woodford, Australia – Splendour in the Grass Festival
08-03 Melbourne, Australia – Palais Theatre
08-14 Avenches, Switzerland – Rock Oz Arenes
08-16 Luxembourg, Luxembourg – Den Atelier
08-18 Amsterdam, Netherlands – Paradiso
08-19 Hasselt, Belgium – Pukkelpop
08-21 Shropshire, England – Weston Park (V Festival)
08-22 Writtle, England – Hylands Park (V Festival)
08-28 London, England – L.E.D. Festival
09-27 Koln, Germany – Cologne
09-28 Euralille, France – L’Aeronef
09-30 Hamburg, Germany – Docks
10-02 Berlin, Germany – Astra Kulturhaus
10-04 Munchen, Germany – Muffathalle
10-05 Zurich, Switzerland – X-TRA
10-07 Milan, Italy – Magazini Generali
10-08 Ljubljana, Slovenia – Kino Siska Centre
10-10 Laussane, Switzerland – Les Docks
10-12 Prague, Czech Republic – Sasazu
10-13 Vienna, Austra – Gasometer
10-15 Warsaw, Poland – Free Form Festival
10-17 Copenhagen, Denmark – Vega
10-18 Oslo, Norway – Rockefellar
11-09 Bristol, England – O2 Academy
11-11 London, England – HMV Hammersmith Apollo
11-13 Brighton, England – Dome
11-14 Birmingham, England – O2 Academy
11-16 Leeds, England – O2 Academy
11-17 Manchester, England – Academy
11-19 Glasgow, Scotland – O2 Academy
11-20 Newcastle, England – O2 Academy
11-22 Paris, France – Le Trianon
11-23 Brussels, Belgium – Ancienne Belgique
26
lug
To The One
John McLaughlin e The 4th Dimension
Casa discografica: Abstract Logix – IRD
Anno: 2010
Abbiamo visto la volta scorsa, con Terje Rypdal e il suo nuovo Crime Scene, come John Coltrane sia ancora una fonte influente nella scena musicale con le opere spirituali del suo ultimo periodo. In quel caso era Ascension, in questo di McLaughlin è A Love Supreme. “Quelle registrazioni marchiarono la mia vita in due modi,” ricorda oggi il Mahavishnu: “musicalmente e spiritualmente. Fino ad allora il campo della “spiritualità” era appartenuto solo ai compositori classici delle Messe e alla musica tradizionale dell’India settentrionale e meridionale. Con A Love Supreme, Coltrane integrò la dimensione spirituale nella musica jazz… e, a livello personale, mi stimolò a iniziare la ricerca di quelle risposte per le domande che l’esistenza finisce per porre a tutti noi, prima o dopo.”
E’ lo spirito di A Love Supreme che aleggia in questi brani, non la forma. Il “quartetto perfetto” di Trane con sax, pianoforte, contrabbasso acustico, batteria lascia il posto a una più elastica formazione di chitarra, tastiere, batteria, basso che ama cambiare voci (il leader sfodera in due brani la chitarra synth) e struttura (Gary Husband, il tastierista, raddoppia volentieri la batteria di Mark Mondesir). E’ la dimensione ideale per McLaughlin, che torna con scioltezza e senza nostalgie agli amati paesaggi della Mahavishnu Orchestra e alle ipotesi elettriche abbandonate, chissà perchè, ai tempi di Electric Dreams ed Electric Guitarist; con meno impeto, con più misura, e la luminosa pacatezza che gli viene dai 68 anni e dalla lunga distillazione di musica nel tempo.
Sei brani, dalla abbandonata ebbrezza di Discovery alla quiete meditativa di Lost And Found, dal flusso spontaneo di The Fine Line alla umile preghiera che chiude l’album e lo compendia, To The One. Il bassista è Etienne M’Bappe, giusto citare anche lui; e giusto onorare Gary Husband, uno dei maestri di questa musica elettrica da cui vorrei staccare il triviale cartellino “jazz rock” – c’era anche in Industrial Zen, altra perla del McLaughlin recente, è un ottimo luogotenente per il nostro capitano coraggioso.
26
lug
Non lasciatevi ingannare dall’aspetto: questi simpatici vecchietti rispondono ai nomi di Roger Glover, Ian Gillan e Steve Morse… non inquadrati ci sono anche Ian Paice e Don Aisley. Insomma… i Deep Purple; una leggenda di quello che ai miei tempi si chiamava Hard Rock.
Beh, ieri sera a Sogliano il rock è stato bello duro come solo loro lo sanno fare.
2 ore e passa di concerto tirato e impeccabile, decibel su decibel di sano vecchio rock suonato alla grande e con energia da vendere.
Basso e batteria sempre presenti e mai invadenti a fare da base martellante per le tastiere di un Don Airey che non fa rimpiangere il buon vecchio Jon Lord.
Steve Morse alla chitarra non è certo Ritchie Blackmore, ma conosce il proprio mestiere e si integra alla perfezione con gli altri, e i suoi assoli sono veramente da brivido.
E poi c’è Lui…
Occhiali scuri, capelli grigi e sorriso stampato in faccia, entra sul palco per utlimo quando gli altri hanno già attaccato Highway Star.
Un’ ovazione lo accoglie.
Lui stacca il microfono dall’asta e parte… “Nobody gonna take my car, I’m gonna race it to the ground…”
Ed è come una scarica elettrica, che parte dal palco e ci attraversa tutti quanti, ci fa alzare le braccia al cielo e cantare a squarciagola fino alla fine, ma non c’è tempo nemmeno per riprender eil fiato perchè senza stacco ripartono subito con Strange Kind of a Woman, e stavolta è come uno schiaffo in faccia: adrenalina pura che arriva dal palco e che non ci fa stare fermi un attimo.
Ladies and gentlemen: mr. Ian Gillan, una delle voci più belle della scena rock mondiale, ancora oggi potente e graffiante come 40 anni fa e forse meglio.
Io c’ero
25
lug
BLACK KEY
BLACK SABBATH
WHO
MORNING BENDERS
ROLLING STONES
LED ZEPPELIN
RADIOHEAD
GENESIS
PETER GABRIEL
U2
EAGLES
JAMIROQUAI
CROWDED HOUSE
ATHLETE
TRAVIS
INTERPOL
NATIONAL
EDITORS
© 2008
Buzz and Music is proudly powered by WordPress
Theme designed by Roam2Rome