Amore, Morte, Rivoluzione
Il Lato Oscuro Della Costa
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Casa discografica: Slowater Records
Anno: 2010
Ritorni il ‘68, ritorni pure il marasma giovanile di quegli anni, la paura verso un futuro probabilmente inesistente o troppo intaccato dalla politica per essere concreto. Ritornino pure i moti giovanili, operai, i sindacati appaganti delle proprie iniziative, che tralasciano quelle vere dei lavoratori. Ritorni la buona musica, quella musica impegnata, pure se presunta tale, ritorni e basta. Ma se tutto questo è lontano, lasciate la buona musica al posto giusto, dando massima spinta a chi riesce a fare cantautorato perché certo delle cose che dice. Amore, Morte, Rivoluzione è il fiore nelle armi della polizia, la bandiera pace esposta nei finestroni durante la guerra in Iraq, è il baffo disegnato a mo’ di sfottò sul manifesto elettorale del politico di turno, meglio ancora, è lo striscione con su scritto “Fiat Mirafiori”.
Il Lato Oscuro Della Costa, questi ragazzi con un percosso alle spalle cospicuo, pieno di escalation positiva verso testi sempre più sofisticati, hanno dentro una grande voglia di concretezza, esprimendo la propria dialettica colta sotto forma di rime. Non parlano soltanto dell’esistenzialismo visto tramite gli occhi del mondo, sarebbe troppo riduttivo soffermarsi ad una semplice visione generica; parlano tramite la poetica del buon cantautorato, da Giorgio Gaber, al Fabrizio De Andrè di Il Bombarolo, da Francesco Guccini, alla poetica di Cecco Angiolieri in S’i Fossi Foco.
“Bastardi” moralisti. I ragazzi sono stufi della cuccagna immaginaria sputata fuori dalle vostre bocche; hanno bisogno della retorica da finto mafioso figlio di papà che s’accresce esponenzialmente nel rap. E visto che il baratro diventa sempre più grande, e può raccogliere altra gente, sprofondino pure tutti gli altri e la loro rabbia repressa. Il vero suono è indie, lo sarà anche in futuro. El-P aveva predetto tutto, quando volle datare 2027 il suo I’ll Sleep When You’re Dead.
Da Ravenna giunge un’armonia discordante, aspra, tesa e sciolta a piccoli nodi poco alla volta, per poi annodarsi ancora più velocemente. Produzioni avventurosamente paragonabili alla sperimentazione juxiana, con toni meno eccessivi. Ma non solo, presenzia un’anima introspettiva, abbassata al solo accompagnamento easy, che dà il massimo accorgimento alle strofe e alla loro capacità di evocare scenari non troppo lontani dalla quotidianità.
‹‹Il lavoro e la famiglia, come va? Va tutto bene!›› (da Invisibile).
Riccardo Mattarelli Sampino




