Alien
30
lug
Alien
27
lug
27
lug
C’e’ un regista che pare tenere tutto sotto controllo, ma in fondo e’ puramente rock, degno di un concept album. Cristopher Nolan (Memento, Insomnia, Batman Begins e The Dark Knight, The Prestige)ha appena ‘pubblicato’ Inception nei cinema americani e (tra gli altri) olandesi, mentre in Italia arrivera’ a settembre. Inception e’ un film che si inabissa in sogni piu’ reali a volte della realta’stessa: proprio su questo confine inizia, si svolge e termina il film, creando uno stato di partecipazione nello spettatore che lo rende dubbioso sino a credere a quanto vede e non riuscire piu’ a discernere se non avvolto da dubbi su quanto sta vedendo. Sono sempre meno le pellicole che hanno questo dono, di essere cinema in se’ ed avere un racconto che parla di se’ ma anche di quello che stiamo vedendo. Le esplosioni, gli inseguimenti, i combattimenti senza gravita’, le incursioni nei sogni altrui, la condivisione degli stessi, tutta la macchina spettacolare insomma di un prodotto hollywoodian
o da piu’di 160 milioni di dollari sono specchietti per le allodole (con colpi magistrali e visionari)… la magia e’ tutta nel cinema, nel montaggio, nel taglio netto dell’ultima scena che lascia senza spiegazioni, a cercare collegamenti e liberare la mente, che vorrebbe capire anche se non sembra piu’ interessata, ma solo a lasciarsi traportare, a credere a quanto vediamo sullo schermo (quello si) come fosse vero… Inception e’ il sogno che Nolan inseguiva da 10 anni. L’ho visto ieri al cinema qui ad Amsterdam, e che dire… ce l’ha fatta… il sogno si spande, entra e ipnotizza la mente di chi guarda, si depone nell’inconscio, esattamente dove i suoi protagonisti agiscono… il mistero non e’ nella pellicola, l’incantesimo e’ in regia e nella nostra testa, in un film che e’ consapevole del proprio essere FILM all’ennesima potenza.
http://inceptionmovie.warnerbros.com/
27
lug










New Breed
Wille And The Bandits
Voto:
Voto utenti:
Casa discografica: URM Records
Anno: 2010
Wille And The Bandits sono un nome caldo del rock blues proveniente dal Regno Unito, incidono per un’etichetta indipendente la URM Records e sono un trio, Wille Edwards: voce, lap-steel guitar, dobro, chitarre, banjo – Kieran Doherty: basso – Andrew Naumann: batteria e percussioni. Hanno un approccio quasi fisico alla loro musica e arrivano diretti alla pancia oltre che al cuore. Nessun intellettualismo quindi, ne cliché imparati a memoria o funambolismi da axeman che certi chitarristi blues ci propinano logorroici. Qui l’ispirazione nasce dalle rive del Mississippi, ma potrebbe anche essere il Murray o il Gange, ovvero dove il flusso della vita che nasce da culture ancestrali, è fonte di ispirazione a chi ha la sensibilità di captare le onde giuste.
In New Breed si suona un blues legato alla tradizione ma con lo sguardo aperto ad ampi orizzonti, per un linguaggio che sa andare oltre gli stereotipi consolidati. Blues quindi, alle volte sapientemente venato di energico rock anni 70, ma anche roots-music e qualche accenno world. Undici tracce dove tutti i pezzi sono degni di nota, con Edwards che si destreggia alle chitarre e ci ammalia spesso con la slide e i due alle ritmiche puntuali e coloriti. Segnaliamo comunque la magnificenza di Keep your head up che sembra essere incisa in quelli che furono gli studi della Chess Records, l’uno due da k.o. di Gallopping horses, poderoso boogie che sarebbe piaciuto ad Alan Wilson, subito seguita da Jack the lad, dove Edwards sfodera la potenza della sua voce, che qui ricorda le performance vocali di Eric Mingus, sulla base di un sound elettrico alla Experience. E poi la magia roots di Country Girl, le tenebrose inquietudini di Otherside, al bivio tra perdizione o redenzione, i venti di Jamaica che spirano in Anything you want to be e l’originale abrasiva rilettura di Money for nothing. Molto belli anche i testi inclusi nel booklet interno al cd in confezione eco-digipack, che pervasi di spiritualità, esprimono la consapevolezza dei nostri tempi critici a cui si contrappone una volontà di cambiamento che può essere solo nelle nostre mani responsabili.
Questi fuorilegge del blues hanno tenuto 200 concerti nel 2009, cifra considerevole per un emergente gruppo indie ed anche nel 2010 hanno un’agenda fitta di date e partecipazioni a vari festival; speriamo di sentirli presto anche in Italia, dove nella dimensione live potranno dimostrarci tutta la loro classe cristallina. Intanto potete segnarvi il nome di questa band.
26
lug
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