I Los Campesinos! stanno apportando i ritocchi conclusivi a quello che sarà il loro 3° LP. Lo ha dichiarato a ‘Pitchfork’ il frontman (nonché il responsabile dei testi delle canzoni del gruppo) Gareth Campesinos!.
Il disco nuovo è stato registrato a Seattle in tre settimane con il produttore John Goodmanson, lo stesso di ‘We Are Beautiful, We Are Doomed’. Questo lavoro, ancora senza titolo, è il terzo sulla lunga distanza in meno di due anni.
Ecco alcuni stralci dall’intervista, che trovate per intero qui:
“Siamo consapevoli che al giorno d’oggi fare parte di una band non significa automaticamente fare dischi per sempre”, spiega Gareth. “Perciò non vogliamo fermarci. Ogni album potrebbe essere l’ultimo, anche questo. Anche perché musicalmente stavolta ci siamo spinti al limite, ma confidiamo non si riveli un assoluto disastro. Abbiamo moltissimi pezzi in questo momento, potrebbe anche uscire un LP lungo 16 o 17 tracce.”
“Sento che siamo consci di che tipo di band vogliamo essere. Siamo sicuramente diventati dei musicisti migliori e anche degli scrittori di canzoni più bravi. Io stesso sto scrivendo testi molto più onesti ed ‘emotivi’ in questo momento. Se mi ci sedessi sopra per 6 mesi e poi li andassi a riprendere, sono sicuro che non crederei più in loro come adesso.”
“In quest’album canto molto di più. Ho cercato di studiare i migliori vocalist, su tutti Scott Walker. Non che io pensi di diventare bravo come lui, ma è la direzione in cui voglio andare. In un pezzo sembro persino un crooner, tanto che Harriet non credeva fossi io a cantare. L’ho preso come un complimento.”
“C’è una canzone che si chiama ‘Too Many Flesh Suppers’. E’ la cosa più oscura che abbiamo mai prodotto, sia dal punto di vista della musica che dei testi. Il titolo è un tributo a B.S. Johnson, un romanziere inglese morto suicida a 40 anni che mi ha molto influenzato. E’ costruita attorno a dei sample di batteria, e finisce con tutti gli strumenti che si fermano mentre a concludere rimane solo un quartetto d’archi. E’ decisamente diversa dalle cose che abbiamo fatto sinora, ma è talmente intensa che quando l’ho ascoltata la prima volta mi sono messo a piangere.”
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